Programma Festa Patronale di San Savino 2019


Dal 3 al 7 luglio
Sala Santa Marta e piazza antistante
Mostra carrozze, finimenti e oggettistica inerenti al cavallo

ore 18 .00
Sala Dorata del Palazzo Municipale
Presentazione del libro “San Savino Vescovo e Martire, Patrono principale della Città di Ivrea” di Giuseppe Aluffi, pubblicato a cura dell’Asac (Associazione di Storia e arte canavesana).
EPOREDIA 2004 presenta le suggestioni 2020

ore 20.00
Sfilata delle carrozze.
via De Gasperi
Raduno e incolonnamento di carrozze e attacchi

ore 21.00
Sfilata delle carrozze.
Percorso: corso Massimo d’Azeglio, via Palestro, piazza di Città, corso Cavour, Borghetto, Porta Torino, corso Nigra, corso Cavour, corso Re Umberto I, corso Botta, corso Massimo d’Azeglio, San Lorenzo (ex sede Atl), corso Massimo d’Azeglio, via Palestro, piazza di Città, corso Cavour, Borghetto, corso Nigra, corso Cavour, corso Re Umberto I, corso Botta, piazza del Rondolino (dove, nel ring appositamente allestito, si svolgerà la presentazione degli attacchi).

ore 10.00
piazza di Città
Processione solenne in onore del santo patrono Savino, con partenza dalla chiesa di di Sant’Ulderico (al cui interno, alle 9.45, le cerimonie inizieranno con l’accoglienza dei Priori e un momento di preghiera accanto all’urna delle reliquie). Percorso: via Palestro, via Cuniberti, via Varmondo Arborio, piazza del Duomo. Lungo via Palestro avrà luogo l’infiorata dai balconi al passaggio dell’urna con le reliquie del Santo. Nella Cattedrale, al termine della processione, Messa solenne, presieduta dal vescovo di Ivrea, Edoardo Aldo Cerrato.

ore 14.00
piazza del Rondolino-ring
Spettacoli a cura dei Circoli Ippici eporediesi e canavesani

ore 16.00
via Palestro, piazza di Città e via Arduino
Esibizione delle bande folcloristiche, con la partecipazione di “Millenium Marching Band” (Bergamo), “La Frustica” (Roma)

ore 21.00
piazza del Rondolino-ring
“Cavalli in Piazza”, grande spettacolo di arti equestri e spettacoli

ore 22.00
piazza Ottinetti
InCanto Summer Festival, spettacolo musicale

dalle ore 9 alle ore 18
corso Botta e corso Re Umberto I
Fiera di San Savino – macchine agricole e selleria;
via Circonvallazione e corso Massimo d’Azeglio
Fiera di San Savino – mercato

ore 14.00
piazza del Rondolino-ring
Presentazione morfologica dei cavalli e premiazione finale dei cavalli vincitori

ore 16.00
Bande in Città, concerto di bande itineranti con la partecipazione di “Banda dei mille” (Bergamo), “La Frustica” (Roma)

ore 20.00
Via Palestro, Piazza di Città, C.so Cavour, C.so Re Umberto I (lungo Dora), C.so Botta
“Grande parata finale con bande e carrozze”

ore 20.30
piazza del Rondolino-ring
“Cavalli in Piazza”, grande spettacolo di arti equestri

ore 21.30
piazza Ottinetti
InCanto Summer Festival, spettacolo musicale (I parte)

ore 22.30
corso Re Umberto I (Lungo Dora)
Spettacolo pirotecnico

ore 23.00
piazza Ottinetti
InCanto Summer Festival, spettacolo musicale (II parte)

Cenni STORICI


San Savino “patrono per caso”. A Ivrea infatti, il Santo giunse in modo alquanto avventuroso nel 956, ben seicento anni dopo la propria morte. A trasportarne in Canavese le spoglie mortali fu Corrado Conone, duca di Spoleto e parente di Arduino, che, non ritenendo opportuno trattenersi nel proprio ducato dove infuriava la peste, decise di tornare nella sua patria eporediese e, -come narra il Robesti nelle sue “Notizie Istoriche”- per proteggere se stesso e la città di Ivrea dal temuto morbo, “volle portare con sé uno di quei molti santi corpi che arricchiscono la città di Spoleto”. Per timore di venire sorpreso a profanare una tomba in una delle chiese cittadine, decise di ‘prelevare’ il corpo di San Savino che si trovava in una basilica a lui intitolata e distante due miglia dalla città. “Così, senza verun disturbo- ricorda Giovanni Benvenuti nella sua “Istoria dell’antica città di Ivrea”- aperta la tomba ove stavano le sacre spoglie del santo, prese la cassa e seco in Ivrea col maggior rispetto recolla”. E’ sempre il Benvenuti a raccontare che, giunto il corteo ducale alle porte della città, San Savino provvide a guarire uno zoppo che, viste le sacre reliquie, gli si era raccomandato. La notizia fece immediatamente il giro della città e la gente mosse incontro al “sacro pegno che fu con solenne pompa portato nella cattedrale ove, invocato il santo con gran divozione e fede, questi rese immune la città dalla serpeggiante pestilenza”. Fu così che il Santo vescovo e martire venne nominato principale protettore della città e le sue reliquie riposte in una cassa collocata all’interno di un’urna di marmo a sua volta posta sotto l’altar maggiore dove rimase fino al 1587. Ritenuto il 24 gennaio il giorno esatto della traslazione delle reliquie,

Per molti anni si provvide a festeggiare il Santo in tale data, almeno fino alla metà del Settecento, quando il vescovo Michele Vittorio della Villa, “onde celebrare con maggior solennità la festa Patronale e vedendo non potersi ciò eseguire al 24 gennajo, a motivo dei ghiacci e nevi che per solito ingombrano in tal tempo le strade”, ottenne dalla Santa Sede il consenso per “trasferire la festa in tempo più comodo”, il 7 luglio, appunto. Proprio all’anno in cui monsignor della Villa ottenne lo spostamento della data, il 1749, risale l’urna d’argento nella quale si conservano ancora oggi le reliquie di Savino. Tutta la città concorse, con generose offerte, alle spese per la sua realizzazione, in segno di riconoscenza al Santo per essere scampata ai disastri procurati da una terribile alluvione. Oggi, come allora, l’urna viene portata in “solennissima processione, con solenne apparato, scielta musica e panagirico” attraverso tutta la città. Durante l’anno essa viene custodita in una teca protetta da una grata sopra l’altare di una cappella laterale all’interno del Duomo, dedicata al Santo e affrescata dal pittore Carlo Cogrossi con la scena del martirio in cui a Savino vengono mozzate le mani. Una scena che rimanda alla descrizione riportata da Francesco Carandini: “Venustiano, feroce esecutore degli editti contro i cristiani, fattoselo condurre innanzi, gli intimò di adorare certo suo idoletto di corallo, al che, essendosi quegli rifiutato spezzando l’idolo a terra, Venustiano gli fece troncare le mani”.

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Note conclusive


La manifestazione è stata organizzata nel massimo rispetto della storia e delle cerimonie tradizionali, nonché delle nuove norme in materia di sicurezza.
I cavalli sono stati riportati in centro, per rispettare la caratteristica di questa festa: si muoveranno nel ring appositamente allestito in piazza del Rondolino e saranno alloggiati nei box collocati in piazza Freguglia, non saranno pertanto nei Giardini Giusiana, come in passato.

N.B. Lo spettacolo “Cavalli in piazza” è sponsorizzato dalla Ditta Caseificio Garda S.n.c. di Zuffo Silvana e Zanetto Luisa

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